LETTERA DI UNA SOCIA

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  • 12 giugno 2017

Padova, 12/06/2017

Pubblichiamo la lettera inviata da una nostra Socia nei giorni scorsi.

Presidente e tutti i componenti del Consiglio esprimono apprezzamento e ringraziano l’anonima socia per l’attenzione, l’interesse e il sentimento manifestati nei confronti del nostro “prezioso Circolo“.

Nel contempo, auspicano che altri Soci vogliano far sentire il loro pensiero e le loro opinioni.


Carissimi Soci,

scrivo queste poche righe per mostrare a tutti Voi il mio punto di vista e il mio rammarico.

Tante cose sono state dette in campagna elettorale, e i Soci si sono dimostrati in quell’occasione

attenti e desiderosi di un cambiamento, non perché ciò che fosse stato prima non fosse

abbastanza, ma perché l’obiettivo di ogni organismo vivente, compreso il nostro piccolo circolo, è

quello di tendere al meglio.

A ragione o a torto, questo lo dirà solo il tempo, la nostra piccola comunità si è espressa

scegliendo un presidente ed un consiglio, i quali si sono molto prodigati con iniziative, anche

stravaganti, per rispondere al bisogno espresso dal circolo.

Questo consiglio per la prima volta ha cercato davvero di capire cosa chiedevamo per potercelo

servire su di un piatto d’argento, e dai nostri suggerimenti è stato partorito un programma, quello

delle attività di giugno, molto ricco che cerca di accontentare tutti, e soprattutto ha come

obiettivo primario quello di fare in modo che, attraverso delle attività inusuali (torneo a squadre,

torneo con l’esperto, torneo individuale…) si possa fare in modo che il maggior numero di persone

possa venire in contatto per “fare amicizia”.

Ma perché è così importante “fare amicizia”?

A parer mio, sono convinta che essendo il circolo una piccola comunità, sia necessario renderla più

forte e coesa attraverso dei legami interni interpersonali che puntano solo a proteggere il nostro

unico punto in comune: la voglia di giocare.

Devo purtroppo constatare con dispiacere che alcune di queste iniziative purtroppo non hanno

sortito l’effetto sperato.

Quello che più mi crea dispiacere è che questo programma è nato dalle nostre richieste, e poi noi

stessi abbiamo voltato le spalle ad una nostra creatura.

Queste poche righe non vogliono essere un rimprovero per nessuno ma vorrei che venisse letto

come una richiesta d’aiuto del nostro organismo, del nostro circolo: il circolo ha bisogno di TUTTI

NOI per la sua sopravvivenza.

Certa della vostra riflessione su quanto espresso, vi auguro una buona giornata.

Una socia

P.S. Scrivo questa lettera in formato anonimo non perché abbia paura di espormi ma perché

ritengo che l’opinione di un socio sia importante indipendentemente dal nome di chi l’abbia

espressa.

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