Considerazioni a margine dei campionati primaverili
a squadre libere
-
Chi si era stampato da Internet la circolare (una settimana prima
dell'inizio dei campionati) e doveva giocare in III serie, ha avuto la bella
sorpresa di una non abituale sede di gioco: le Terme Tomasini, vicino alla
stazione. Tutti coloro che avevano prenotato l'albergo in funzione della
vicinanza al Palazzo dei Congressi, hanno dovuto ingurgitare il rospo e
prepararsi a lunghe camminate (che col tempo che c'è stato, non erano certo
passeggiate di salute) oppure a muovere l'automobile, con tutti gli
inconvenienti del caso. Posso solo riferire per sentito dire, ma sembra che
la sede termale fosse assolutamente inadeguata in termini di servizi
igienici.
- Dieci minuti prima dell'inizio del tempo di gioco, nella riunione dei
capitani, è stato comunicato che non si potevano giocare le brown
sticker, convenzioni inusuali che si era sempre potuto usare nei
Campionati Italiani. Sulle varie circolari questa limitazione non veniva mai
menzionata e pertanto chi le utilizzava ha dovuto recarsi al tavolo per
giocare, correggendo la convention card ed accordandosi col compagno su come
sostituirle. Il motivo, poi, di questa decisione, non è stato chiarito,
anche se, da voci di corridoio, sembra che il campionato non potesse essere
definito di I categoria (nei quali le brown sticker sono accettate) a causa
dell'insufficiente numero di mani giocate per turno.
- Criteri di accoppiamento II fase: in questo caso, un po' di trasparenza
non avrebbe fatto male. Infatti si sarebbero dovuti comunicare a priori i
criteri di raggruppamento nei vari gironi di playout A e B. Per quanto
riguarda i playout B, ognuno dei 9 gironi avrebbe dovuto avere 2 squadre
provenienti dalla II serie e 6 provenienti dalle classificate dall'11° al
64° posto della III serie. Pertanto un criterio di logica applicazione
doveva essere quello di porre in 3 gironi una quinta ed una decima della II
serie, in altri 3 una sesta ed una nona, negli ultimi 3 una settima ed una
ottava; in questo modo sommando le posizioni delle squadre di II serie si
sarebbe ottenuto sempre 15 (5+10, 6+9, 7+8). Lo stesso per quanto riguarda
la III serie: l'undicesima insieme con la sessantaquattresima, la ventesima
insieme con la cinquantacinquesima e così via, in modo da ottenere sempre
la somma di 225. Analizzando invece gli accoppiamenti, risulta che, per le
squadre di II serie, solo in 2 gironi è stato rispettato il criterio
sopradescritto, mentre per le squadre di III serie non è mai stato
rispettato, variando la somma delle posizioni da un minimo di 217 ad un
massimo di 232. Non è stato neppure applicato un minimo di criterio
geo-politico, che avrebbe dovuto evitare che squadre della stessa società
venissero a trovarsi nello stesso girone. Nel girone B dei playout B c'erano
ben 3 squadre del Circolo del Bridge di Firenze!!! (immaginiamo la contentezza dei
giocatori venuti a Salso per incontrare gente con cui giocano tutto l'anno
al circolo). Nei playout A, inoltre, le sole 2 società che
avevano 2 squadre, ovvero Bridge Bologna e Padova Bridge, se le ritrovavano
insieme nello stesso girone (B per Bologna e C per Padova). SOLO UN CASO?
- Il tanto reclamizzato movimento da una serie ad un'altra, con doppi
salti (e doppie cadute), non si è verificato, anzi... Tenendo presente che
le squadre per le prime 2 serie passavano da 10 a 8 per girone, il risultato
è stato di 5 retrocessioni dalla I serie (così come si sarebbe attuato con
la formula tradizionale), anche se una squadra ha fatto il doppio salto,
ovvero dalla I è stata retrocessa in III, e di 3 promozioni dalla II alla prima (sempre
esattamente in linea con la precedente formula), mentre nessuna squadra è passata dalla III
alla I. Dalla III serie alla II sono state promosse 8 squadre (invece delle
solite 9) e dalla II alla III ne sono retrocesse 14 (invece di 15) di cui 2
hanno fatto il doppio salto all'indietro. Delle 8 squadre di III serie che si sono
qualificate per i playout A, 3 sono arrivate ultime e 3 penultime,
dimostrazione abbastanza evidente che il gap tra le squadre di III serie e le
seconde migliori di II più alcune di I, è ancora considerevole e non penso
sia divertente per nessuno perdere tutti gli incontri.
- 2 squadre provenienti dalla II serie, che si sono qualificate ai playout A, che davano l'accesso ad una promozione
in I serie, si sono
ritrovate alla fine in III serie. Se è vero che in molti
sport esistono i playoff, non si è mai vista una formula in cui, una
volta qualificatesi per una fase che permetta la promozione, si possa venir
retrocessi!!!
- Per sei squadre la premiazione si è trattata di una presa in giro.
Le squadre classificatesi seconde o terze nei playout A e B e provenienti
dalla I serie per i playout A e dalla II per i playout B, di fatto
prendevano la coppetta per essere retrocesse! Per questo motivo qualcuno non
si è presentato e, direi, con buone ragioni.
- Il fatto che la squadra Angelini formata dai 4/6 della nazionale italiana,
campione uscente, e grande favorita insieme alla squadra Lavazza, non si sia
qualificata per i playoff scudetto, non è altro che la dimostrazione che
incontri su 14 smazzate sono troppo brevi e la valenza tecnica di un
campionato così strutturato si è notevolmente abbassata.
- Non parliamo poi degli orari. Ogni giorno l'inizio degli incontri
era ad
ore diverse, con orari sfalsati per chi giocava in I o II serie e chi giocava
in III serie, causando problemi non indifferenti agli albergatori per
l'orario di pranzo e cena. Chi ha fatto i playout salvezza, inoltre, ha
finito di giocare sabato notte, troppo tardi per ritornare a casa (a meno di
non fare le ore piccole), se poi aveva la moglie o il marito che doveva
giocare l'indomani doveva pernottare una notte in più. Il giocare alla
mattina - a parte i risultati strampalati per chi non è abituato a trovarsi
con le carte in mano a certe ore.... - è venuto poi a privare di quelle
mattinate passate con gli amici a commentare le mani, a bersi l'aperitivo, a
farsi 4 ciacole; io, e come me molti altri che lavorano e considerano
il bridge come un passatempo, ho sempre pensato al periodo dei campionati
soprattutto come ad un vacanza, ma se i ritmi di gioco mi impongono di
trattarlo come un altro lavoro... allora non mi diverto più.
- Perché non è uscito l'ultimo bollettino con le classifiche
finali? Perché su Internet non compaiono le classifiche Butler dei playout
B (una volta che ho vinto...) e neppure le foto delle premiazioni? Eppure le
voci ci sono, ma a dieci giorni di distanza la risposta è sconsolatamente:
"Non disponibile".
Torniamo alla vecchia formula,
più tecnica, meno impegnativa in termini di orari,
in poche parole...
più divertente